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Pubblicato il 11 Luglio 2017

C’è ma non si vede. È la trasformazione dell'ambiente che ci circonda attraverso una tecnologia che tende sempre di più a scomparire ma a fare sempre più parte della nostra vita. L’Ambient Computing racchiude tutti questi cambiamenti.

Si parla di Ambient Computing come un computer che scompare letteralmente nell’ambiente, dove il “device” potrebbe non essere più qualcosa di fisico da toccare, ma semplicemente un ambiente che potremmo controllare con la voce o addirittura col pensiero.

Già da anni c’è un sempre più frequente uso della domotica e dei suoi oggetti “intelligenti” che si attivano con comandi wi-fi, vocali e a distanza. È possibile gestire la temperatura, ottimizzare riscaldamento e climatizzazione, controllare la luce, la sua intensità, l'accensione e lo spegnimento, rilevare in real time possibili guasti, incendi, fughe di gas e fuoriuscite di acqua, tenere sotto controllo l'energia consumata e programmare a distanza alcuni elettrodomestici, etc.

In futuro si prevede che tutti gli spazi che siamo abituati a frequentare saranno pieni di sensori in grado di supportarci in caso di bisogno. Quindi una tecnologia che non si vede ma che esiste ed è tra noi!

Si comincia a parlare di Home Kit, tutti quei dispositivi che permettono di entrare in connessione in modo smart e di conseguenza velocizzano e semplificano alcune funzioni quotidiane. Ad esempio, un rivoluzionario altoparlante wireless per la casa, con altissime qualità audio per riprodurre musica, riconoscere le canzoni che si ascoltano ed infine interagire con tutti i dispositivi di domotica smart. E ancora oggetti che conoscono le nostre abitudini, ad esempio offrono informazioni sul traffico a seconda della posizione in cui ci si trova, permettono di fare un elenco degli appuntamenti in calendario etc.

Un aspetto importante è la connessione tra tutti questi oggetti che interagiscono tra di loro e hanno il controllo totale della nostra vita. Ma tutto questo rappresenta anche un interrogativo…  la sicurezza e privacy degli utenti sarà regolamentata in modo adeguato all’evoluzione che si sta per compiere?

Ai posteri, l’ardua sentenza!