Orari di apertura

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Domenica dalle 9.30 alle 20.30

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Pubblicato il 30 Gennaio 2019

Come le sedie in sala d’attesa, su cui ti sei accomodato aspettando il tuo turno dal medico o in un ufficio, oppure i famosi lettini dello psicanalista che sicuramente avrai visto anche nei film.
Ebbene sì, quegli oggetti in pieno stile moderno e industrial si ispirano proprio al movimento Bauhaus, che quest’anno compie il suo centenario. Facciamo insieme un ripassino per scoprire di più!

Le origini del nome.

Il Bauhaus non fu soltanto un movimento artistico e culturale, ma una vera e propria scuola, propriamente detta: Staatlitches Bauhaus, fondata dall’architetto tedesco Walter Gropius. Alla base della sua idea, c’era l’intento di far confluire la creatività dell’arte, fino a quel momento intesa con metodologie prettamente artigianali, con le opportunità che offriva, a detta di Gropius, la produzione industriale. Il risultato atteso era una nuova gamma di opere e oggetti che mantenessero la loro bellezza naturale, unita a funzionalità e riproducibilità. Da qui il nome “Bauhaus” che letteralmente significa “casa del costruire”.

L’idea di Gropius.

Alla base del progetto del suo fondatore, c’era il desiderio di dare vita ad una scuola diversa dalle altre, dove docenti e allievi lavorassero insieme. Ogni artista lavorava insieme al maestro artigiano, che insegnava agli studenti a lavorare su materiali e colore, sia con tecniche artigianali che artistiche, spaziando tra metodi classici e sperimentazioni inusuali. Alla fine del corso, gli studenti avevano acquisito una valida e completa preparazione tecnica, sia teorica che pratica, che li rendeva autonomi nella creazione di oggetti, arredi e opere artistiche.

L’evoluzione e la chiusura sotto il nazismo.

Nei suoi primi anni di vita la Bauhaus fu sostenuta dai finanziamenti pubblici della città di Weimar, allora amministrata dai socialdemocratici. Col passare degli anni e con i cambiamenti politici, emersero divergenze e contrasti con le autorità. Così, in un primo momento la scuola si trasferì a Dessau, diventando la Hochschule für Gestaltung, principale centro ispiratore del clima razionalista che andava imponendosi nella cultura architettonica in Europa. Col tempo Gropius lasciò la direzione della scuola, che fu soggetta ad una riorganizzazione strutturale dei corsi in quattro sezioni principali: edilizia, produzione di oggetti in legno e metallo, tessuti e pubblicità. Ma nel 1932, a causa della lotta all’arte e alla cultura contemporanea, la scuola di Dessau fu chiusa dal regime nazista e la Bauhaus fu costretta a concludere definitivamente la propria attività il 19 luglio 1935.
La traccia che ha lasciato la Bauhaus resta viva ancora oggi ed è fonte d’ispirazione per designer, grafici, architetti e artisti.

 

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La scuola, la storia e il movimento.

A detta di Walter Steinmeier, presidente della celebre scuola di Weimar, «è stato uno dei successi culturali più importanti e con maggiori risultati della Germania».  Un vero e proprio movimento culturale, oltre che artistico, che dal 1919 al 1933 ha ispirato «un gruppo di menti alla creazione di grandi opere nell’ambito dell’architettura, dell’arte, della danza, della tipografia e persino nella fotografia e nel cinema». Punto di riferimento per tutti i movimenti d’innovazione di design e architettura legati al razionalismo e al funzionalismo, che hanno poi dato vita al cosiddetto movimento moderno. Il Bauhaus ha rappresentato un momento cruciale nel dibattito novecentesco sul rapporto tra tecnologia e cultura. A fare da sfondo un contesto storico certamente favorevole, come quello della Repubblica di Weimar che non solo permise al Bauhaus di sbocciare, ma anche di affermarsi come la maggiore forma di espressione di quei tempi.

Il Bauhaus oggi, cent’anni dopo: i festeggiamenti in tutto il mondo.

Da quell’atmosfera di libertà artistica e democrazia siamo arrivati ad oggi, cent’anni dopo, a celebrarne la grande bellezza e la ricca fonte di ispirazione per tutto il mondo delle arti e non solo. A inaugurare i festeggiamenti è stata per prima l’Accademia delle Arti di Berlino, con il festival “100 anni Bauhaus”, portando in scena 25 opere firmate da oltre 100 artisti provenienti da tutto il mondo come: Oskar Schlemmer, Wassily Kandinsky, Lyonel Feininger, Paul Klee e László Moholy-Nagy. E non finisce qui, le celebrazioni proseguiranno anche alla scuola di Weimar dove sono in programma oltre 700 eventi, tutti a tema “Ripensare il mondo”.
In occasione del centenario della Bauhaus, si potranno visitare le costruzioni Bauhaus a Weimar e Dessau, dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall'UNESCO. Saranno inoltre previste le aperture di due musei, uno a Weimar il 6 aprile, progettato dall’architetto berlinese Heike Hanada con l’architetto Benedict Tonon; l’altro a Dessau l’8 settembre 2019, progettato dagli architetti spagnoli Addenda, che ospiterà la collezione permanente della Fondazione Bauhaus Dessau.

Tra le iniziative in programma c’è anche quella del bus “ufficiale” del movimento modernista: Wohnmaschine (in Italiano “casa vivente”). Un pullman grande 15 metri quadrati, che ricorda l’edificio simbolo del Bauhaus, con il nome disposto in verticale e le vetrate trasparenti intersecate da griglie nere. Arredato come se fosse una sorta di appartamento, ospiterà incontri e workshop e sarà possibile consultare persino una biblioteca.

Viaggerà in quattro città: partirà da Dessau per fare prima tappa a Berlino (dove si trova il Bauhaus-Archiv) e, nei dieci mesi successivi, raggiungere le città di Kinshasa (in Congo) e Hong Kong. Insomma, come avrai capito, il Bauhaus è uno stile di vita. Un punto di riferimento non solo per l’arte, ma in generale per tutti gli oggetti e le opere che ne ricordano le linee, le forme e la concezione che vi è dietro.

Celebra anche tu il suo centenario, anche simbolicamente, curiosando tra gli oggetti e i complementi d’arredo, per ricordare la grandezza artistica di questo movimento anche nel salotto di casa tua!